Costruire una memoria persistente per AI significa entrare in un territorio sensibile. Le note che affidi al sistema non sono dati qualunque: sono pensieri di lavoro, decisioni, frammenti di vita professionale. Per questo abbiamo definito cinque principi che guidano ogni scelta tecnica e di prodotto su Timo. Non sono promesse pubblicitarie. Sono i vincoli che ci siamo dati nel modo in cui costruiamo il servizio. Spiegano cosa puoi aspettarti da noi e cosa abbiamo deciso di non fare, anche quando sarebbe più conveniente.
1. I tuoi dati restano tuoi
I contenuti del tuo spazio appartengono a te. Non li usiamo per addestrare modelli, non li analizziamo a fini commerciali, non li condividiamo con terzi.
Distinguiamo due livelli di dati e li trattiamo in modo diverso. Il primo livello sono i dati dell'account: nome, email, dati di pagamento. Su questi applichiamo le regole standard di un servizio in abbonamento, in linea con il GDPR e con la normativa europea. Il secondo livello sono i contenuti del spazio: note, conversazioni salvate, decisioni, ricordi che affidi alla memoria. Su questi le regole sono più strette. Niente analisi centralizzata, niente uso per addestramento, niente accesso operativo se non per ragioni tecniche documentate e sempre tracciate nel tuo storico delle azioni.
L'esportazione completa è sempre disponibile, da subito, senza attese e senza richieste al supporto. Trovi il pulsante "Esporta spazio" nelle impostazioni del tuo account. Il file che scarichi è una struttura di cartelle in markdown standard, leggibile da Obsidian, da qualunque editor di testo, da te fra cinque anni quando di Timo magari non ti ricorderai nemmeno il nome.
La cancellazione è granulare. Puoi eliminare una singola nota, un'intera cartella, l'intero spazio. Quando elimini, eliminiamo davvero: il dato sparisce dal database, non resta in cache di lunga durata, non finisce in backup eterni. Conserviamo solo quello che la legge ci impone di conservare, per il tempo strettamente necessario.
La proprietà dei tuoi dati non è una concessione che ti facciamo. È il punto di partenza.
2. Privacy infrastrutturale
La privacy non si dichiara con una pagina di policy. Si fa con il modo in cui è costruito il sistema.
Timo è a istanza dedicata per ogni utente. Significa che ogni utente ha la propria istanza isolata, il proprio database, il proprio spazio. Non esiste un grande database condiviso in cui le tue note convivono con quelle di altre migliaia di persone. Non esiste un livello applicativo in cui un errore nel filtraggio delle query potrebbe far emergere dati di altri utenti, perché non c'è una piscina condivisa da cui filtrare.
Questa scelta ha un costo. Gestire migliaia di istanze separate costa più di un singolo sistema condiviso. Costa più al nostro team, costa più all'infrastruttura. Ma sposta la privacy dal piano delle promesse al piano delle proprietà strutturali.
Esempio concreto: se l'istanza Timo del tuo account dovesse avere un problema, il problema riguarda la tua istanza e basta. Non c'è un incidente di sicurezza che espone i dati di tutti gli utenti contemporaneamente, perché architettonicamente non è possibile. Non perché ci impegniamo a evitarlo, ma perché la separazione è fisica.
Vale anche per le credenziali. La tua chiave del modello AI vive nella configurazione della tua istanza, non in un magazzino segreti centralizzato che un attaccante potrebbe puntare per ottenere migliaia di chiavi insieme.
Anche qui torna la distinzione fra livelli. Per i dati account applichiamo le buone pratiche standard: cifratura a riposo, cifratura in transito, accessi ristretti e tracciati. Per i contenuti del spazio aggiungiamo l'isolamento per istanza come prima linea di difesa, prima ancora dei controlli applicativi.
La privacy che funziona è quella che non dipende solo dalla nostra buona volontà.
3. Trasparenza totale
I prezzi sono pubblici e li trovi sul sito. Le condizioni del servizio sono leggibili senza laurea in legge. I processi che riguardano il tuo account sono visibili a te.
Ogni utente ha accesso al proprio storico delle azioni. È un elenco cronologico di cosa è successo sul tuo account: quando è iniziato il periodo di prova, quando hai effettuato un'esportazione del spazio, quando hai aggiunto o revocato una chiave, da quali indirizzi è stato fatto l'accesso, quando hai modificato la configurazione. Lo consulti dall'area utente con un clic, lo scarichi in formato leggibile, lo conservi come prova del comportamento del servizio nel tempo.
Niente telemetria silenziosa. Non raccogliamo dati comportamentali nascosti sul tuo uso del prodotto per analisi interne. Le metriche tecniche minime che ci servono per far funzionare il servizio (tempi di risposta, errori, carico) sono aggregate e non legate a singoli utenti. Quello che raccogliamo è elencato nell'informativa privacy senza filtri.
Niente clausole sorprendenti. I termini di servizio non hanno voci sepolte al fondo che ti sottraggono diritti. Se cambiamo qualcosa di significativo, ti avvisiamo prima, in modo leggibile, con tempo per leggere e decidere. Se la modifica è sostanziale e a tuo svantaggio, hai diritto a uscire e portarti via i tuoi dati prima che cambi qualcosa.
Anche i prezzi seguono questa logica. Quanto paghi a noi è scritto in chiaro. Quanto paghi al tuo fornitore di AI è scritto nei suoi listini, e ti aiutiamo a stimarlo prima di iniziare. Non ci sono costi nascosti che emergono al rinnovo, non ci sono limiti di utilizzo non comunicati che fanno scattare addebiti aggiuntivi.
Trasparente vuol dire che puoi controllare. E ti diamo gli strumenti per farlo.
4. Controllo del costo — porti tu la chiave
Il modello AI lo scegli tu, e lo paghi tu, direttamente al fornitore.
Timo è un servizio di memoria, non un rivenditore di token. Quando configuri il tuo spazio, inserisci la tua chiave del fornitore che preferisci: Anthropic per Claude, OpenAI per i suoi modelli, qualunque altro fornitore compatibile con il protocollo MCP. Le richieste al modello partono dalla tua AI usando la tua chiave, e il consumo di token finisce sulla tua fattura del fornitore. Noi non ci mettiamo in mezzo.
Questo ha tre conseguenze concrete che riteniamo importanti. La prima: il costo dell'AI lo controlli tu, non noi. Se vuoi un modello economico per il lavoro quotidiano e un modello più potente per casi specifici, lo decidi tu cambiando configurazione. Se hai un piano professionale con sconto sul tuo fornitore, quello sconto si applica anche al consumo che fai con Timo.
La seconda: non abbiamo incentivo a farti consumare più token. Il nostro abbonamento è a canone fisso, non scala col consumo AI, quindi non costruiamo prompt artificialmente lunghi o chiamate ridondanti per gonfiare la bolletta. Lavoriamo per ridurre il numero di chiamate, non per aumentarlo.
La terza, più sottile: cambiare modello non significa cambiare servizio. Se domani decidi che il tuo modello preferito non ti convince più e vuoi passare a un concorrente, sostituisci la chiave in configurazione e Timo continua a funzionare con la tua nuova scelta. La memoria è separata dal modello che la usa.
Il prezzo dell'abbonamento a Timo copre quello che facciamo noi: hosting dedicato della tua istanza, archiviazione del spazio, manutenzione, sviluppo, supporto. Non copre il consumo AI, perché quel consumo non passa da noi. È una scelta di chiarezza, non una furbizia commerciale.
Tu scegli il modello. Tu controlli il budget.
5. Memoria durevole
Una memoria che vale la pena costruire deve durare nel tempo. Anche oltre Timo, se mai servisse.
Per questo i tuoi dati sono e restano in markdown standard. Non in un formato proprietario che leggono solo i nostri strumenti. Non in un database opaco da cui estrarli richiede l'aiuto del nostro supporto. Markdown, in cartelle leggibili da chiunque, con metadati strutturati nei punti in cui servono. Il formato che useresti se le tue note le scrivessi a mano in un editor di testo qualunque.
La conseguenza è semplice: l'esportazione completa del spazio richiede secondi, non procedure. Quando scarichi il pacchetto di esportazione, ottieni una cartella che puoi aprire immediatamente in Obsidian, in VS Code, in qualunque editor markdown sul mercato, e lavorarci come se non ci fosse mai stato Timo in mezzo. I link interni continuano a funzionare, le strutture di cartelle sono preservate, gli allegati sono nelle stesse posizioni relative.
Il senso di questa scelta è il rispetto del lungo termine. Una memoria personale che curi nel tempo è un investimento. Sarebbe scorretto da parte nostra costruirla in un formato che ti tiene legato a noi per ragioni tecniche, non perché il servizio ti soddisfa. Se Timo ti serve, resterai perché il servizio funziona. Se un giorno non ti servirà più, o se noi un domani dovessimo chiudere, la tua memoria resta intatta, leggibile, utilizzabile.
Per questo l'integrazione con Obsidian è diretta, attraverso il plugin Timo Sync: il spazio Timo è un spazio Obsidian. Stessa cosa, niente conversioni, niente migrazioni, niente perdite di formattazione. Quello che vedi nell'app è quello che vedresti aprendo la stessa cartella nell'editor che già usi.
Costruisci una memoria che ti sopravviva al servizio che la ospita. È il minimo che dobbiamo a chi ce la affida.
Questi cinque punti non sono uno slogan. Sono il modo in cui prendiamo le decisioni di prodotto e di infrastruttura, ogni giorno. Quando scegliamo, scegliamo dentro questi vincoli. Sono ciò che puoi pretendere da noi.