Come si fa
I deepfake colpiscono in due modi: nelle chiamate uno-a-uno (qualcuno finge di essere una persona che conosci) e nei video diffusi (un personaggio noto che dice cose che non ha mai detto). Le difese si applicano a entrambi.
- Per le videochiamate sospette, chiedi un'azione in tempo reale. Un deepfake in diretta fatica con i movimenti improvvisi: chiedi all'interlocutore di girare la testa di profilo, passarsi una mano davanti al viso, alzarsi. Le ricostruzioni live spesso si deformano o glitchano sui movimenti non previsti.
- Verifica per un altro canale. Manca tempo per i trucchi visivi? Riaggancia e ricontatta la persona su un mezzo diverso e affidabile: chiamala al numero che hai, scrivile sull'app che usate di solito, mandale un messaggio concordato. Il falso vive su un solo canale.
- Per i video diffusi, ferma l'impulso a condividere. Prima di credere o inoltrare un video clamoroso di un personaggio pubblico, controlla se ne parlano fonti affidabili e indipendenti. Un'affermazione vera di una persona nota lascia una scia su più testate; un deepfake spesso vive solo su account che lo rilanciano.
- Cura i campanelli visivi, ma senza farne una prova. Labiale sfasato, occhi che sbattono in modo strano o mai, bordi del viso che sfarfallano, luce sul volto incoerente con lo sfondo, collo e capelli che si confondono. Sono indizi per insospettirti, non per certificare.
Riscontro: hai gestito bene la situazione se, prima di agire (mandare soldi, dare dati, condividere), hai ottenuto una conferma indipendente dal video o dalla chiamata stessa. Se non riesci a verificare, comportati come se fosse falso.
Esempio concreto
In un'azienda, un impiegato dell'amministrazione riceve una videochiamata: sullo schermo c'è il direttore finanziario, voce e viso giusti, che ordina un bonifico riservato e urgente a un nuovo fornitore. Tutto sembra autentico. Ma la procedura interna prevede una conferma per un secondo canale per ogni pagamento fuori standard. L'impiegato dice che procederà e, chiusa la chiamata, scrive al direttore sul canale aziendale interno: "Confermi il bonifico richiesto in videocall?". Risposta: "Quale videocall?". Era un deepfake costruito su materiale pubblico del dirigente. La regola del secondo canale ha bloccato la frode prima che partisse.
Quando NON funziona (e come rimediare)
Se il deepfake è troppo realistico per i controlli visivi
Le ricostruzioni migliori del 2026 superano quasi ogni esame a occhio. Quando non riesci a trovare la falla nell'immagine, smetti di cercarla: la difesa non è visiva ma procedurale. Verifica sempre per un canale separato e tratta ogni richiesta sensibile fatta in video come da confermare altrove.
Se è una videochiamata di lavoro che chiede pagamenti o dati
Le frodi aziendali con deepfake di dirigenti sono tra le più costose. Il rimedio è una regola fissa, non l'istinto: nessun pagamento o dato riservato si autorizza sulla sola base di una chiamata o di un'email, anche se la persona "si vede". Serve sempre una conferma per un secondo canale già concordato. Se la tua organizzazione non ce l'ha, proponila.
Se hai già agito e poi scopri il falso
Muoviti in fretta. Per un pagamento, contatta subito la banca per tentare il blocco. Per dati o credenziali ceduti, cambia le password e attiva la verifica in due passaggi dove non c'era. Segnala l'accaduto a chi di dovere (la tua azienda, le autorità) e conserva ogni prova: registrazioni, orari, contatti. La rapidità è ciò che fa la differenza.
Un consiglio da chi lo usa davvero
Stabilisci la regola del secondo canale prima di averne bisogno, sia in famiglia sia al lavoro. La regola è semplice da enunciare: nessuna decisione che costa soldi o dati si prende sulla base di una sola chiamata o di un solo video, mai. Serve sempre una conferma su un mezzo diverso. Una regola condivisa funziona meglio di qualsiasi capacità individuale di "riconoscere il falso", perché non dipende da quanto è bravo chi attacca.
Domande frequenti
Posso fidarmi se vedo la persona in video e si muove normalmente?
No, ed è la falsa sicurezza più pericolosa. Vedere un volto che si muove non è più una garanzia: i deepfake in diretta esistono. La fiducia non si basa su ciò che vedi sullo schermo, ma su una conferma ottenuta per un canale che l'attaccante non controlla.
Gli strumenti di rilevamento deepfake risolvono il problema?
Aiutano, ma non sono una bacchetta magica: danno una probabilità, sbagliano, e inseguono generatori che migliorano in continuazione. Usali come parere tecnico aggiuntivo nei casi importanti. La difesa quotidiana resta la verifica per un secondo canale, che funziona oggi e continuerà a funzionare domani.