Quale strumento scegliere
Hai già il testo e vuoi una riscrittura pulita e leggibile: usa un assistente conversazionale, non un "parafraser" automatico (quelli nati per ingannare i rilevatori AI ti servono a poco qui).
Per un testo lungo o un documento intero → ChatGPT con il Canvas, lo spazio di editing affiancato alla chat. Lì riscrivi i singoli paragrafi, riorganizzi le sezioni e confronti le versioni: vedi il prima e il dopo e correggi solo i punti deboli. La versione gratuita basta per riformulare e sintetizzare.
Se lavori dentro Google Documenti, Gmail o le presentazioni → Gemini, integrato nell'ecosistema Google. Ti aiuta a scrivere, riformulare e riassumere senza uscire dal documento su cui stai già lavorando. Non è specializzato nella scrittura persuasiva, ma rende le comunicazioni chiare e coerenti con gli strumenti che hai sotto mano.
Se conta la naturalezza della scrittura finale → Claude. Tende a essere meno "moralista" rispetto ai modelli GPT e usa strutture sintattiche più varie già di default.
Per la maggior parte dei casi la versione gratuita di uno qualsiasi dei tre è sufficiente. Il prompt qui sotto funziona identico su tutti e tre.
Come si fa
Da browser o da app il percorso è lo stesso: apri una nuova conversazione, incolla il prompt, poi sotto incolla il tuo testo.
- Apri lo strumento scelto e crea una nuova chat.
- Decidi prima cosa ti serve: solo inclusivo (genere), solo accessibile (leggibilità), o entrambi. Cambia il prompt.
- Copia la sintassi operativa qui sotto e incolla il tuo testo al posto indicato.
- Leggi l'output. Non fermarti alla prima versione: chiedi modifiche puntuali ("la frase X è ancora troppo lunga", "qui hai usato lo schwa, toglilo").
- Rileggi tu, ad alta voce. Se inciampi tu, inciampa anche chi legge.
La sintassi operativa per il doppio obiettivo, inclusivo e accessibile:
Riscrivi il testo che trovi in fondo seguendo queste regole.
Linguaggio inclusivo di genere:
- usa le declinazioni femminili corrette per ruoli e professioni (ingegnera, avvocata, direttrice, ministra)
- al posto del maschile generico, preferisci forme collettive (il personale, la clientela, chi partecipa) oppure la doppia forma (le lavoratrici e i lavoratori)
- non usare schwa, asterischi o chiocciole: ostacolano i lettori vocali e chi ha dislessia
Accessibilità e leggibilità:
- una frase, un concetto: spezza i periodi lunghi
- usa la voce attiva e l'ordine soggetto-verbo-complemento
- scegli parole di uso comune al posto dei termini tecnici, e quando un tecnicismo è necessario spiegalo tra parentesi alla prima occorrenza
- evita le doppie negazioni
- mantieni invariati i contenuti e i dati: non aggiungere e non togliere informazioni
Alla fine, elencami in tre righe le modifiche principali che hai fatto.
Testo da riscrivere:
[incolla qui]
Dopo l'output, controlla che numeri, date e nomi propri siano rimasti identici all'originale. È il punto in cui l'AI sbaglia più spesso.
Queste regole non sono un'invenzione. La "lingua facile" prevede frasi brevi, in forma attiva e senza subordinate: le informazioni restano le stesse, ma il testo diventa accessibile a chi ha una disabilità cognitiva, una difficoltà di apprendimento o fatica a elaborare le informazioni.
Esempio concreto
Partiamo da una mail aziendale reale, scritta da un responsabile HR:
"Si comunica a tutti gli utenti che, qualora gli stessi non avessero ancora provveduto all'espletamento della procedura di iscrizione, è fatto obbligo di ottemperare entro e non oltre il termine perentorio sopra indicato, pena l'esclusione."
Incollata nel prompt sopra, ChatGPT in versione gratuita ha restituito:
"Ti scriviamo perché non risulta ancora la tua iscrizione. Per favore completala entro la data indicata sopra. Dopo quella data non sarà più possibile iscriversi."
Cosa è cambiato: il maschile generico "tutti gli utenti" lascia il posto al "tu" diretto, che include chiunque legga; le tre subordinate diventano tre frasi singole; "espletamento della procedura di iscrizione" diventa "completala"; "pena l'esclusione" diventa una conseguenza spiegata. Il significato è identico, la data resta la data. Un testo che prima respingeva ora si capisce alla prima lettura, anche per chi ha difficoltà cognitive o sta imparando l'italiano.
Quando NON funziona (e come rimediare)
Se l'AI cambia i numeri o le date
È il rischio più serio: l'AI riformula e nel farlo "arrotonda" una cifra o sposta una scadenza. Rimedio: nel prompt scrivi "non modificare numeri, date, nomi propri e importi", e dopo ogni riscrittura confronta i dati riga per riga con l'originale. Per i testi su cui conti davvero, tieni l'originale aperto di fianco e rileggi solo le cifre.
Se infila schwa, asterischi o trattini
Capita perché molti modelli li associano all'inclusività. L'Accademia della Crusca, rispondendo a una richiesta della Cassazione, ha sconsigliato segni grafici come l'asterisco e lo schwa: non sono conformi alla lingua parlata e creano disomogeneità, soprattutto nel linguaggio giuridico. Rimedio: rispondi "togli ogni schwa e asterisco, usa forme collettive o la doppia declinazione". Le alternative coprono quasi ogni caso: la doppia declinazione ("studenti e studentesse"), i nomi collettivi ("il personale docente"), le forme neutre ("chiunque sia interessato").
Se il testo resta complicato
A volte l'AI "semplifica" solo in superficie e lascia periodi lunghi. Rimedio: chiedi un livello esplicito ("riscrivi a un livello di lettura da scuola media, massimo una subordinata per frase"). Per una verifica oggettiva usa READ-IT, lo strumento di analisi della leggibilità per l'italiano sviluppato dal CNR: valuta lunghezza di parole e frasi, vocabolario e sintassi, e ti dice quanto il testo è comprensibile invece di affidarti al tuo occhio.
Se snatura il tuo tono
Riscrivendo, l'AI può rendere tutto piatto e impersonale. Rimedio: dagli un esempio del tuo stile ("mantieni un tono caldo e diretto, come questa frase: …") e fagli riscrivere solo i punti problematici, non l'intero testo. Il Canvas di ChatGPT serve a questo: lavori sul singolo paragrafo senza toccare il resto.
Un consiglio da chi lo usa davvero
L'inclusività non è una lista di regole da applicare a macchina. L'errore tipico è trattare il linguaggio inclusivo come un insieme di regole fisse e universali: un testo giornalistico, uno pubblicitario e uno narrativo chiedono adattamenti diversi. Usa l'AI per la prima passata pesante, ma l'ultima parola è tua: tu sai chi leggerà e in che contesto. E ricorda il principio più sottovalutato dell'accessibilità: i testi facili da leggere sono quelli che respirano, il contrario dei muri di testo. Dopo aver riscritto le frasi, dividi il testo in blocchi brevi, con spazi bianchi e sottotitoli chiari.
Domande frequenti
Posso riscrivere testi lunghi tutti in una volta?
Dipende dai limiti dello strumento. I parafraser dedicati hanno tetti bassi: Neural Writer, per esempio, è gratuito e senza registrazione, ma non accetta testi oltre i 10.000 caratteri. Con ChatGPT, Claude o Gemini gestisci documenti molto più lunghi, ma conviene procedere a blocchi: sui testi enormi la qualità cala e ti sfugge il controllo sui dati. Lavorare a sezioni ti permette anche di correggere subito ogni pezzo.
Devo per forza pagare?
No. Per riscrivere un testo la versione gratuita di ChatGPT, Gemini o Claude è sufficiente. I piani a pagamento servono per volumi alti o funzioni avanzate: il piano Go di ChatGPT costa circa 4 € al mese e il Plus circa 20 € al mese (IVA inclusa). Per la riscrittura occasionale non ti servono.
"Inclusivo" e "accessibile" sono la stessa cosa?
No, e confonderli porta a errori. Inclusivo riguarda soprattutto il genere e il rispetto delle persone (declinazioni, forme collettive). Accessibile riguarda la comprensibilità per chi ha disabilità cognitive, dislessia o un basso livello di istruzione. A volte vanno in tensione: alcuni segni "inclusivi" peggiorano l'accessibilità, perché l'uso esasperato di schwa, asterischi e trattini rallenta la lettura e mette in difficoltà chi ha dislessia o usa tecnologie assistive. Per questo nel prompt chiedi entrambe le cose insieme: si bilanciano a vicenda.
Il linguaggio inclusivo è solo una moda ideologica?
È l'obiezione più comune, e merita una risposta seria. Le declinazioni femminili di cui parliamo non sono invenzioni recenti: ingegnera, medica, avvocata, ministra, notaia sono forme corrette già attestate nella grammatica italiana. E non nascono da una moda passeggera, ma da oltre trent'anni di lavoro istituzionale: le pubbliche amministrazioni adottano un linguaggio attento al genere fin dalle indicazioni degli anni Ottanta. Puoi scegliere quanto spingerti, ma scrivere "la direttrice" invece di "il direttore" quando il ruolo è ricoperto da una donna è italiano corretto, non militanza.