Quale prompt scegliere
Un buon prompt per le descrizioni non si scrive a istinto: si costruisce con cinque pezzi che le interfacce professionali ormai danno per scontati: un ruolo, il compito, il contesto, il formato richiesto e i vincoli. È la struttura che separa una risposta vaga da una usabile. Scegli in base a cosa stai vendendo.
- Prodotto fisico da scheda e-commerce: usa il primo prompt, quello orientato ai benefici tangibili e alle parole che la gente cerca.
- Servizio (consulenza, corso, abbonamento): usa il secondo, costruito sulla trasformazione che il cliente ottiene, non sulle ore erogate.
- Catalogo intero da riscrivere in serie: usa il terzo, che fissa un modello e lo ripete identico su ogni voce.
Come si fa
- Apri l'assistente AI che usi di solito (l'ultimo modello gratuito di ChatGPT, Claude o Gemini vanno tutti bene per questo compito).
- Copia il prompt adatto al tuo caso dai blocchi qui sotto.
- Sostituisci solo le parti tra virgolette con i tuoi dati reali: nome, pubblico, tre caratteristiche concrete (non aggettivi, fatti: materiale, durata, misura, cosa fa risparmiare).
- Invia. Leggi la prima versione e correggi a voce: "accorcia di metà", "togli l'entusiasmo, tono più sobrio", "aggiungi una frase sul reso".
La sintassi operativa per un prodotto fisico:
Agisci come un copywriter e-commerce esperto in conversioni.
Scrivi la descrizione di vendita di questo prodotto: "borraccia termica in acciaio".
Pubblico: chi va in ufficio in bici e vuole l'acqua fredda fino a sera.
Caratteristiche reali da usare: mantiene il freddo 24 ore, capienza 750 ml, tappo a prova di perdite in borsa.
Formato: un titolo breve, un paragrafo di 3 frasi, poi 4 punti elenco con i benefici concreti per chi la usa.
Vincoli: niente superlativi vuoti, niente "rivoluzionario". Parla del problema che risolve, non delle specifiche tecniche fine a se stesse.
La sintassi operativa per un servizio:
Agisci come un copywriter specializzato in servizi professionali.
Scrivi la presentazione di questo servizio: "consulenza fiscale per partite IVA forfettarie".
Pubblico: liberi professionisti al primo anno, spaventati dagli adempimenti.
Trasformazione che ottengono: smettono di temere le scadenze e sanno quanto mettere da parte ogni mese.
Formato: titolo, un paragrafo che parte dal loro problema, 3 punti su cosa includo, una frase finale che invita a un primo contatto gratuito.
Vincoli: niente gergo da commercialista, niente elenco di sigle. Scrivi come parleresti a un amico in difficoltà.
Dopo l'invio, controlla una cosa sola: la descrizione parla di cosa cambia per chi compra, o solo di cosa contiene il prodotto? Se è il secondo caso, rispondi all'AI: "riscrivi mettendo al centro il vantaggio per il cliente, non la caratteristica".
Esempio concreto
Marta vende candele di soia fatte a mano su un piccolo negozio online. La sua vecchia scheda diceva: "Candela profumata alla lavanda, cera di soia, 40 ore di durata". Corretta, ma piatta. Ha incollato il primo prompt, ha messo come pubblico "chi torna a casa stanco e vuole staccare la sera", e come caratteristiche "cera di soia che non annerisce i muri, profumo di lavanda vera, 40 ore di accensione".
L'AI ha restituito un titolo ("La luce che ti dice che la giornata è finita") e quattro punti che parlavano di rituale serale, aria pulita in casa, regalo che dura più di un mazzo di fiori. Marta ha tagliato la frase più enfatica, ha tenuto il resto. Le vendite di quella scheda non le sappiamo, ma il tempo per scriverla è passato da venti minuti a tre.
Quando NON funziona (e come rimediare)
Se l'AI scrive una descrizione generica che andrebbe bene per qualsiasi prodotto
Vuol dire che le hai dato poco contesto. Una descrizione vaga nasce sempre da un prompt vago. Torna indietro e aggiungi tre cose: chi è il cliente preciso, qual è il difetto del prodotto concorrente che il tuo risolve, una caratteristica che nessun altro ha. Più la realtà che metti dentro è specifica, meno la risposta sa di stampino.
Se inventa caratteristiche che il prodotto non ha
Capita: l'AI riempie i vuoti per compiacerti. La via d'uscita è una riga nel prompt: "Usa esclusivamente le caratteristiche che ti fornisco. Se ti servono altre informazioni per scrivere bene, chiedimele invece di inventarle". Così l'AI fa le domande al posto di riempire a caso.
Se il tono è troppo americano, pieno di entusiasmo finto
I modelli sono addestrati molto su testo inglese e tendono a importare quel tono squillante. Aggiungi al prompt: "Tono italiano, asciutto e concreto. Niente entusiasmo da televendita". Se non basta, dai un esempio: incolla due righe di una descrizione che ti piace e scrivi "imita questo registro".
Un consiglio da chi lo usa davvero
Non chiedere una descrizione: chiedine tre, con angoli diversi. Aggiungi al prompt "dammi tre versioni: una che punta sul risparmio, una sull'emozione, una sulla qualità dei materiali". Leggere le tre affiancate ti fa capire in due minuti quale leva funziona per il tuo prodotto, una cosa che da solo davanti al foglio bianco scopriresti dopo giorni.
Domande frequenti
Quante caratteristiche devo dare all'AI per ogni prodotto?
Tre concrete bastano, e devono essere fatti verificabili: materiale, durata, misura, cosa fa risparmiare. Aggettivi come "elegante" o "pratico" non aiutano l'AI, perché può scriverli da sola senza sapere nulla di te. Dalle la materia prima che solo tu conosci.
Posso usare lo stesso prompt per centinaia di prodotti?
Sì, ed è il terzo caso d'uso: si fissa un modello su un prodotto, lo si fa approvare, poi si chiede all'AI di applicarlo identico all'elenco successivo. Lo trattiamo nella guida dedicata alle schede prodotto in serie.
Google penalizza le descrizioni scritte dall'AI?
No, e questo è il malinteso da sfatare. I motori di ricerca non puniscono il testo perché è scritto da un'AI: puniscono il testo inutile, copiato e identico ad altri mille. Una descrizione generata male e lasciata grezza è il problema. Una rivista, resa specifica sul tuo prodotto e utile a chi legge, vale quanto una scritta a mano. Il giudice è l'utilità per il lettore, non l'autore.