Quale schema scegliere

Non esiste "il prompt perfetto": esiste lo schema giusto per il tuo compito.

  • Compito semplice e comune (tradurre, riassumere un testo breve, riscrivere un'email): vai diretto, senza esempi. Lo zero-shot funziona quando il modello ha già visto mille volte quel tipo di richiesta: traduzione, domande di cultura generale, classificazione del tono di un testo.
  • Devi imporre uno stile o un formato preciso e ripetibile (classificare recensioni, scrivere schede prodotto tutte uguali, etichettare dati): usa gli esempi. Due o tre casi risolti secondo il tuo criterio valgono più di una pagina di istruzioni generiche.
  • Decisione o analisi complessa (confrontare opzioni, scelta con pro e contro): chiedi il ragionamento passo passo. Serve quando la risposta richiede un percorso logico verificabile: diagnosi differenziali, valutazioni a più variabili. Specifica tu i passaggi che vuoi veder svolti.

Questa logica vale su ChatGPT, Claude e Gemini, con una sfumatura: Gemini preferisce prompt più corti e diretti rispetto a Claude o GPT.

Come si fa

Il principio che fa più differenza di tutti: il contesto è il vero prompt. Più sa di te, del tuo lavoro e dei documenti in gioco, più la risposta è precisa.

Ecco i passi per costruire un prompt che funziona, qualunque AI tu stia usando. Da browser o da app il percorso non cambia: scrivi nella casella del messaggio.

  1. Assegna un ruolo specifico. Non "un esperto" ma il mestiere preciso. "Medico di medicina generale con esperienza in gestione delle cronicità" produce risultati più aderenti alla realtà di un generico "scrivi una relazione medica".
  2. Dai il contesto. Chi sei, a chi serve il risultato, cosa ci farai.
  3. Definisci il compito in una frase chiara.
  4. Imponi il formato. Tabella, prosa, punti elenco, numero di parole: se non lo dici, sceglie l'AI, e non sempre come ti serve.
  5. Se il compito è delicato, aggiungi 2-3 esempi del risultato che vuoi.

Non servono muri di testo. Anche tre righe ben scritte su ruolo, contesto, vincoli e formato battono un paragrafo vago.

La sintassi operativa per un prompt completo:

Agisci come responsabile marketing di una piccola pasticceria artigianale.
Contesto: apro un nuovo punto vendita in centro a Bologna, clientela 30-55 anni,
budget pubblicitario quasi zero. Devo annunciare l'apertura su Instagram.
Compito: scrivimi 3 didascalie per il post di lancio.
Formato: ogni didascalia massimo 50 parole, tono caldo e diretto, con una call
to action chiara e 3 hashtag locali pertinenti.
Se ti mancano informazioni per fare un buon lavoro, chiedimele prima di scrivere.

Quell'ultima riga ti risparmia i giri a vuoto: invece di inventare i dettagli mancanti, l'AI te li chiede.

Per il formato a esempi (few-shot), la sintassi operativa:

Classifica ogni recensione come Positiva, Negativa o Mista. Segui questi esempi:

Recensione: "Spedizione velocissima ma il prodotto era graffiato." -> Mista
Recensione: "Tutto perfetto, ricomprerò." -> Positiva
Recensione: "Non ha mai funzionato, assistenza irraggiungibile." -> Negativa

Ora classifica queste:
[incolla qui le tue recensioni]

Riscontro: se la prima risposta è generica o sbagliata, non ripartire da zero. Rispondi nella stessa chat dicendo cosa correggere ("più corto", "tono meno formale", "manca il prezzo"). L'AI tiene a mente lo scambio precedente e raffina.

Esempio concreto

Marco gestisce un B&B e deve rispondere a una recensione negativa su Booking: il cliente lamenta rumore e check-in lento. Primo tentativo, prompt secco: "Scrivi una risposta a questa recensione negativa." Risultato: tre righe fredde, buone per qualsiasi struttura del pianeta. Inutili.

Secondo tentativo, prompt costruito con lo schema:

Agisci come titolare di un B&B che cura la reputazione online.
Contesto: un ospite ha lasciato 2 stelle lamentando rumore notturno e check-in
lento. È vero che quel giorno eravamo a corto di personale.
Compito: scrivi la risposta pubblica alla recensione.
Formato: massimo 80 parole, tono umano e non difensivo, riconosci il problema,
spiega cosa abbiamo già cambiato, invita a tornare. Niente frasi fatte da copione.

Risultato: una risposta che ammette il disservizio, cita la modifica concreta (turni extra al desk nel weekend) e chiude con un invito sincero. Marco l'ha incollata cambiando due parole. Stesso strumento, prompt diverso.

Quando NON funziona (e come rimediare)

Se l'AI inventa dati, numeri o fonti

Succede quando le manca il contesto e lo riempie da sola. Rimedio: incolla tu i dati veri nella chat e aggiungi al prompt una riga di vincolo, da copiare così com'è.

Usa esclusivamente le informazioni che ti fornisco. Se un dato non è presente,
scrivi "dato non disponibile" invece di stimarlo o dedurlo.

Se la risposta arriva nel formato sbagliato

Quasi sempre è perché il formato non era specificato. Chiedi un confronto tra tre opzioni senza dire come lo vuoi e otterrai un elenco discorsivo che non ti serve. Rimedio: chiedi esplicitamente "rispondi in una tabella con queste colonne: X, Y, Z".

Se gli esempi che dai non bastano a migliorare l'output

Spesso il problema non è il numero di esempi ma la loro varietà. Conta più coprire la diversità dei casi che limare il singolo esempio perfetto. Rimedio: invece di tre esempi simili, scegline tre diversi tra loro: uno facile, uno limite, uno ambiguo.

Se devi ripetere lo stesso contesto a ogni conversazione

Stai sprecando tempo. Carica il contesto una volta e riusalo: ChatGPT ha i Project e la memoria, Claude ha i Project, Gemini le Gem. Cerca la funzione "progetti" o "istruzioni personalizzate" e parcheggia lì le info fisse su di te. Da quel momento ogni nuova chat parte già informata.

Un consiglio da chi lo usa davvero

La trappola è credere che prompt più lungo significhi prompt migliore. È falso. Il lavoro non è scrivere prompt più lunghi, è scrivere specifiche più chiare. Prima di inviare, rileggi e taglia tutto ciò che non è ruolo, contesto, compito o formato. Prova così: prendi uno dei tuoi prompt più lunghi, taglia il 40% delle parole e confronta le due versioni. Spesso quella compressa rende uguale o meglio.

E carica i materiali nel modo giusto: i file in markdown (.md) o testo semplice (.txt) danno contesto al modello meglio dei PDF complessi, che mescolano testo, immagini e impaginazione e confondono la lettura.

Domande frequenti

Devo dire "per favore" e "grazie" all'AI?

Non serve per la qualità della risposta, e con alcuni modelli le cortesie sono controproducenti: Claude risponde meglio a istruzioni dirette, senza cornici di gentilezza. Usa la cortesia se ti fa sentire a tuo agio, ma è il contenuto del prompt a contare.

Quanti esempi devo dare in un prompt few-shot?

Da due a cinque. Il modello impara già da un solo esempio; per compiti più difficili sali a 3 o 5. Oltre, raramente migliora e allunghi solo il prompt.

Esiste un prompt universale che funziona ovunque?

No: ogni modello ha le sue preferenze. I modelli GPT rispondono bene a istruzioni passo-passo, Claude rende con contesto dettagliato e tag, Gemini dà il meglio con specifiche di output chiare. Ma lo scheletro ruolo-contesto-compito-formato paga su tutti.

"Pensa passo passo" funziona sempre per avere risposte più accurate?

È il mito da sfatare. Sui modelli di ragionamento di nuova generazione può peggiorare le cose: in GPT-5 una frase come "pensa bene a questo" attiva da sola la modalità di ragionamento, e aggiungere a mano "pensa passo passo" su un compito di reasoning rischia di danneggiare le prestazioni: lo sconsiglia la stessa documentazione OpenAI. Usa il ragionamento esplicito sui modelli standard e per problemi davvero logici, non come formula magica da appiccicare ovunque.