Quale strumento scegliere

Dipende da dove finisce il video e da cosa ti serve esportare.

  • Il video va su YouTube: YouTube Studio. Genera i sottotitoli da solo dopo il caricamento, supporta moltissime lingue, e ti lascia modificare il testo nel browser. Gratuito e senza limiti.
  • Devi montare i sottotitoli dentro il video per i social (Instagram, TikTok): CapCut. Genera le didascalie in pochi secondi con stili animati, gratis e senza filigrana sul piano base. Limite: l'esportazione del file separato dei sottotitoli è a pagamento.
  • Ti serve il file dei sottotitoli da riusare altrove (un SRT, il formato standard): YouTube Studio o uno strumento di editing sottotitoli gratuito. Il file SRT lo carichi su qualsiasi piattaforma.
  • Vuoi sottotitoli precisi su un video professionale, controllando ogni riga: uno strumento dedicato che genera l'SRT e ti fa sistemare la sincronizzazione riga per riga.

Come si fa

Il percorso cambia un po' tra il caricare su YouTube e il montare in un editor: dove diverge, lo segnalo.

  1. Parti da un audio comprensibile. I sottotitoli automatici nascono dal parlato: se l'audio è disturbato, gli errori si moltiplicano. Se serve, ripulisci prima l'audio.
  2. Genera i sottotitoli.
    • Su YouTube: carica il video; dopo l'elaborazione, nella sezione sottotitoli trovi la versione generata automaticamente in italiano.
    • In CapCut: importa il video e usa la funzione di sottotitoli automatici; scegli la lingua del parlato.
  3. Rileggi e correggi. Qui sta il lavoro vero. L'AI sbaglia nomi, termini tecnici, parole storpiate. Scorri il testo e correggi: un sottotitolo con errori è peggio di nessun sottotitolo.
  4. Sincronizza dove serve. Controlla che il testo compaia insieme alla voce, non prima o dopo. Gli strumenti permettono di spostare i tempi delle righe.
  5. Esporta.
    • Da YouTube: pubblica i sottotitoli o scarica il file SRT.
    • Da CapCut: esporta il video con i sottotitoli impressi sopra (gratuito), oppure il file separato (a pagamento).

Non c'è un prompt testuale: questi strumenti partono dall'audio del video. Il tuo controllo è la correzione del testo e la sincronizzazione.

Esempio concreto

Davide pubblica tutorial di cucina su Instagram. Sa che molti guardano senza audio, quindi i sottotitoli sono necessari. Importa il video di tre minuti in CapCut, attiva i sottotitoli automatici in italiano. L'AI ha trascritto "scalogno" come "sciallo": Davide lo corregge, sistema due righe che apparivano in anticipo, sceglie uno stile leggibile su sfondo chiaro. Esporta il video con le didascalie impresse. Tempo: dieci minuti, contro l'ora che gli costava scrivere i sottotitoli a mano.

Quando NON funziona (e come rimediare)

Se i sottotitoli sono pieni di errori di parole

L'audio era disturbato o il parlato troppo veloce. Rimedio: ripulisci l'audio prima di generare, e parla più scandito nei prossimi video. Sul testo già generato, usa "trova e sostituisci" per i termini ricorrenti che l'AI sbaglia sempre allo stesso modo.

Se il testo appare prima o dopo la voce

La sincronizzazione automatica a volte sfasa. Rimedio: nella schermata di modifica, sposta i tempi di inizio e fine delle righe finché coincidono con la voce. Bastano i punti più vistosi: l'occhio perdona piccoli scarti, non i ritardi di un secondo.

Se non riesci a esportare il file dei sottotitoli

Alcuni strumenti gratuiti (come CapCut) imprimono i sottotitoli nel video ma non ti danno il file separato senza pagare. Rimedio: se ti serve il file SRT riutilizzabile, genera i sottotitoli su YouTube Studio, che lo esporta gratis, e poi usalo dove vuoi.

Se i sottotitoli coprono parti importanti dell'immagine

Cadono sul volto o su un testo a schermo. Rimedio: sposta in alto o in basso il blocco dei sottotitoli, riduci la dimensione, e tieni righe corte (poche parole per riga) così occupano meno spazio e si leggono più in fretta.

Un consiglio da chi lo usa davvero

Tieni le righe corte e leggi i tuoi sottotitoli a voce mentre scorre il video. Se fai fatica a leggerli nel tempo in cui restano a schermo, sono troppo lunghi: spezzali. La regola pratica è poche parole per riga, una o due righe per volta. I sottotitoli servono a chi guarda senza audio o in fretta: devono entrare nell'occhio in un istante, non costringere a mettere in pausa.

Domande frequenti

I sottotitoli automatici sono gratis?

Su YouTube Studio sì, senza limiti, e puoi scaricare il file. CapCut li genera gratis e li imprime nel video senza filigrana sul piano base, ma fa pagare l'esportazione del file separato. Per la maggior parte degli usi, una di queste due opzioni gratuite basta.

In che lingue funzionano?

In moltissime, l'italiano incluso. YouTube supporta oltre cento lingue per la generazione automatica. La qualità è migliore sulle lingue più diffuse e sul parlato pulito.

Posso aggiungere i sottotitoli a un video che non è mio?

Solo se ne hai i diritti o il permesso. Generare sottotitoli per un video altrui da ripubblicare viola il diritto d'autore. Per i tuoi video, nessun problema.

I sottotitoli automatici sono abbastanza buoni per l'accessibilità di chi non sente?

Da soli, no. Per chi è sordo i sottotitoli devono essere accurati al 100% e includere indicazioni dei suoni rilevanti (una porta che sbatte, una risata): l'AI trascrive solo il parlato e con errori. Per un'accessibilità vera, la bozza automatica va corretta riga per riga e arricchita a mano. È un punto di partenza che dimezza il lavoro, non un traguardo.