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Storia vera · maggio 2026

Il giorno in cui Timo ha reso Timo più veloce

Volevo solo che la mia AI partisse più leggera ogni mattina. Invece di tirare a indovinare, ha misurato. E la cosa più bella è che la risposta era già scritta nel suo stesso archivio.

Non si indovina, si misura. E spesso la risposta è già scritta.

Rodolfo de Carvalho

Volevo solo che partisse più leggera

Ogni mattina la mia AI, quando apre una sessione di lavoro, legge un piccolo foglietto di istruzioni: "prima di iniziare, vai a ripassare queste cose". È il modo in cui le do un contesto fin dal primo secondo. Il problema è che quel foglietto le faceva rileggere da cima a fondo tre manuali interi, ogni volta, anche quando il lavoro del giorno non c'entrava niente con due di quei tre.

È come obbligare un collega a rileggere l'intero regolamento aziendale ogni mattina prima di rispondere a una mail. Funziona, ma è spreco. Volevo che partisse leggera: leggere prima solo un indice di cosa esiste, e poi aprire per intero soltanto la pagina che le serve davvero. Come fa chiunque con un libro: prima l'indice, poi il capitolo giusto.

Cosa c'era già, senza che me lo ricordassi

Ho chiesto all'AI di trovarmi una soluzione. La prima cosa che ha fatto è stata frugare nell'archivio. E lì è arrivata la sorpresa: il meccanismo che volevo esisteva già. Nel mio archivio c'erano due appunti di sistema, scritti tempo prima, pensati esattamente per questo: uno è l'indice — dato un argomento, dice in quale cassetto cercare; l'altro è il promemoria delle cose da sapere sempre, con dentro le poche regole da ripassare solo prima di certe azioni precise.

Il problema, insomma, non era che mancasse il sistema. Il problema era che quel foglietto di avvio ignorava i due appunti-indice e si ostinava a far rileggere i tre manuali interi. Stava remando contro l'archivio invece di usarlo.

Invece di indovinare, ho misurato

Qui di solito succede la cosa che non voglio: l'AI propone tre versioni diverse a sensazione, e tu scegli quella che suona meglio. Gliel'ho fermata subito. Si misura, non si indovina.

Abbiamo fatto un test vero, con una domanda che mi capita davvero: dove aggiungo un certo compito automatico su uno dei miei server? L'ho posta in entrambi i modi — col foglietto vecchio che fa rileggere i tre manuali, e col modo nuovo che legge solo i due indici — e ho misurato quanto materiale l'AI si portava dietro all'avvio prima ancora di iniziare a rispondere.

Il risultato

  • Cosa legge all'avvio — modo vecchio: tre manuali interi; modo nuovo: due indici.
  • Materiale caricato a vuoto — modo vecchio: tre volte tanto; modo nuovo: un terzo.
  • Qualità della risposta — modo vecchio: identica; modo nuovo: identica.

Il modo nuovo si porta dietro il 69% di materiale in meno all'avvio, e la risposta finale alla mia domanda è identica parola per parola. Tradotto: parte più leggera, costa di meno, e non perde un grammo di precisione. Il vecchio foglietto, semplicemente, faceva lavorare l'AI a vuoto tre volte tanto prima ancora di essere utile.

La parte che non mi aspettavo

C'è un dettaglio che mi ha fatto sorridere. La risposta alla domanda di prova — dove aggiungere quel compito automatico sul server — non l'ha inventata l'AI e non l'ho dovuta dare io. È uscita dall'archivio: era scritta in una nota di mesi prima, completa di orari, percorsi e nomi degli script. L'AI l'ha trovata in due ricerche.

Quindi, nello stesso identico test, Timo ha fatto due cose insieme: ha fornito i dati per decidere come far partire l'AI più leggera, e ha fornito la risposta concreta alla domanda di lavoro. Lo strumento per migliorare Timo era Timo. La memoria che uso tutti i giorni ha migliorato il modo in cui quella stessa memoria viene letta.

Cosa ho imparato

Due cose, semplici. La prima: non si decide a sensazione, si misura — e quasi sempre la misura dice qualcosa di diverso da quello che "sembrava giusto". La seconda, più importante: gran parte di ciò che serve per decidere bene è già scritto da qualche parte. Il valore non è avere un'AI brillante che inventa; è avere un archivio dove le cose restano, così che chiunque le legga — io, l'AI di oggi, l'AI di domani — parta dal punto giusto invece che da zero.

Ho preso la versione leggera. Ci ho messo pochi minuti, perché tutto il difficile era già lì.

La stessa cosa, pronta per te

Questo foglietto di avvio — quello nuovo, leggero — non è un mio segreto. È la prima cosa che do alla mia AI, e l'ho preparato perché chiunque usi Timo possa fare lo stesso, copiandolo così com'è.

→ Lo trovi pronto, con le istruzioni di configurazione, nella pagina dei prompt: /prompt/

In sintesi

Volevo solo che la mia AI partisse più leggera. Invece di indovinare, ho misurato: il 69% di peso in meno all'avvio, stessa identica risposta. E la soluzione, come la risposta al test, era già scritta nell'archivio. Timo ha migliorato Timo.

— Rodolfo

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