Come usare questi prompt

La trappola è fermarsi alle prime proposte: l'AI parte dalle associazioni più comuni, quelle che verrebbero in mente a chiunque. Le idee buone arrivano quando la costringi a cambiare angolo o le imponi un vincolo assurdo. Tutti i prompt sotto puntano lì: non chiedono "dammi idee", chiedono "dammi idee da una prospettiva che non considererei".

Una regola pratica: l'AI genera, tu selezioni. Non aspettarti che ti dia l'idea giusta; aspettati che ti dia il materiale grezzo da cui la tua idea giusta nasce, spesso combinando due proposte mediocri.

La libreria di prompt

Genera idee, poi scava sotto l'ovvio

Dammi 20 idee su questo tema. Le prime 5 saranno banali, lo so:
mettile pure ma poi dichiarale "ovvie" e vai oltre. Le ultime 5 devono
essere strane, scomode o controintuitive, anche se rischiose. Per ogni
idea dell'ultimo gruppo, una riga sul perché potrebbe funzionare proprio
perché nessuno la fa.

Tema:

Trova un nome

Proponimi 15 nomi per questo. Dividili in tre gruppi: descrittivi (si
capisce cosa fa), evocativi (creano un'immagine o un'emozione), inventati
(parole nuove). Per ognuno, una riga sul perché. Evita i nomi già
saturi nel settore e dimmi se qualcuno rischia di essere già usato o
difficile da pronunciare.

Cosa devo nominare, a chi è rivolto e che impressione voglio dare:

Cambia prospettiva per sbloccarti

Sono bloccato su questo problema e giro sempre sulle stesse idee.
Affrontalo da cinque prospettive completamente diverse: come lo
risolverebbe un bambino, un ingegnere, un artista, un contabile, un
truffatore. Una proposta concreta per ognuno. Voglio uscire dal mio
solco, non risposte ragionevoli.

Il problema su cui sono bloccato:

Combina elementi distanti

Generami idee incrociando questi due mondi che di solito non si toccano.
Forza l'accostamento anche se sembra assurdo: le idee migliori nascono
dove due cose lontane si scontrano. Dammene 10, dalla più sensata alla
più folle.

Mondo 1 / Mondo 2:

Stress-test di un'idea che hai già

Ho già un'idea e voglio vedere se regge. Fai l'avvocato del diavolo:
elenca i tre motivi più seri per cui potrebbe fallire, chi potrebbe
oppormisi e perché, e cosa sto dando per scontato. Poi, solo dopo,
dimmi come rafforzarla. Non lodarla: mettila alla prova.

La mia idea:

Esempio concreto

Sofia apre una piccola pasticceria senza glutine e deve trovarle un nome. Parte chiedendo idee generiche e ottiene le solite cose con "senza" e "natura" dentro, tutte già viste. Passa al prompt sui nomi, specificando "pasticceria senza glutine, clientela giovane, voglio un nome che non urli 'dieta' ma faccia venire fame".

L'AI le dà tre gruppi. Tra gli evocativi spunta "Lievita", che gioca sul lievitare e sul crescere senza nominare l'assenza di glutine. Sofia lo incrocia con il prompt dello stress-test: l'avvocato del diavolo le segnala che il nome non comunica il "senza glutine", rischio per chi cerca esattamente quello. Lei risolve aggiungendo una riga di payoff sotto l'insegna, non cambiando il nome. Il nome non gliel'ha dato l'AI bello e pronto: gliel'ha fatto trovare facendole vedere venti strade e poi attaccando quella che aveva scelto.

Quando NON funziona (e come rimediare)

Se tutte le idee si somigliano

Quando le proposte sono tutte varianti della stessa cosa, il prompt era troppo neutro. Forza la diversità: "ogni idea deve usare un meccanismo diverso dalle altre, niente varianti dello stesso concetto". Oppure usa il prompt delle prospettive, che obbliga l'AI a cambiare punto di osservazione.

Se le idee sono originali ma irrealizzabili

A volte spinge l'originalità fino all'inutile. Rimettile un piede a terra: "ora prendi le tre più strane e rendile fattibili con le risorse che ho, dimmi il primo passo concreto di ciascuna". L'idea folle diventa utile quando la costringi a misurarsi con la realtà.

Se i nomi proposti sono già usati da altri

L'AI non ha un registro aggiornato dei marchi esistenti: può proporti un nome già preso. Prima di affezionarti, controlla tu con una ricerca e una verifica di disponibilità (dominio, eventuale marchio registrato). L'AI ti dà i candidati; la verifica legale e di disponibilità la fai prima di stampare le insegne.

Un consiglio da chi lo usa davvero

Tieni le idee scartate. Quando fai brainstorming con l'AI, salva in un documento anche le proposte che non usi: la quarta idea inutile di oggi diventa la chiave di un problema di tra tre mesi. E non chiedere mai una sola tornata: genera, scegli le due che ti incuriosiscono, e rilancia chiedendo dieci variazioni solo di quelle. Il brainstorming buono è a imbuto, non a colpo singolo.

Domande frequenti

Le idee dell'AI sono davvero originali o solo rimescolate?

Sono ricombinazioni di cose esistenti, come gran parte delle idee umane d'altronde. L'originalità non sta nella singola proposta, sta nell'accostamento che fai tu scegliendo e combinando. L'AI allarga il campo delle possibilità; il salto creativo, riconoscere quale combinazione vale, resta un atto tuo.

Posso usare l'AI per nomi di marchi e prodotti da registrare?

Per generare candidati sì, per decidere no senza controlli. L'AI non sa quali marchi sono già registrati né cosa significa un nome in un'altra lingua. Prendi i suoi suggerimenti, poi verifica disponibilità del marchio, del dominio e che il nome non abbia significati spiacevoli dove vendi. La creatività è sua, la due diligence è tua.

Più idee chiedo, meglio è?

Fino a un punto, poi no. Chiedere cento idee produce novanta varianti della stessa e ti seppellisce. Meglio venti idee con il vincolo "le ultime cinque devono essere scomode" che cento neutre. La quantità serve solo se la usi per andare oltre l'ovvio, non per accumulare. Dopo le prime venti, conviene scavare in profondità su due, non allargare a cento.